Dott.ssa Cristina Lanza - Psicologo Psicoterapeuta Roma - Life & Wellness Coach
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LIBRANDO: Stronger – Il coraggio ci definisce

Ci sono alcuni eventi che non dipendono da noi. Possiamo chiamarlo Destino, Fato, Caso o comunque vogliamo. Questi eventi cambiano il corso della nostra esistenza. Questo è ciò che è successo a Jeff Bauman, vittima dell’attacco terroristico di Boston del 15 Aprile 2013 che gli ha causato la perdita di entrambi gli arti inferiori.

Stronger narra in forma autobiografica il suo coraggioso percorso disseminato di paure, rabbia, dubbi, speranze, tentativi di attribuzione di significato agli eventi e il suo cammino di elevazione che lo ha portato a riappropriarsi della sua vita con forza e perseveranza.

Il confronto terrificante con un’immagine di sé differente, a tratti irriconoscibile, con dei confini corporei sconosciuti perché modificati, il senso di disagio iniziale nel mostrarsi pubblicamente e l’intenzionale evitamento di tutte le immagini mediatiche evocative della scena dell’attentato a tentare di tenere lontano un dolore difficile da arginare. Il conforto dato dalla compagnia degli altri sopravvissuti alla strage, unico canale di accesso per un’esperienza condivisa.

Emozioni dirompenti emergono e si alternano nel cuore di Jeff. Dalla rabbia per aver sospettato del suo attentatore prima ancora di sapere chi fosse veramente e non aver fatto nulla per distoglierlo dai suoi propositi al senso di minaccia e di terrore in quanto esposto a possibili ulteriori attacchi alla sua incolumità per essere stato testimone oculare del volto dell’attentatore ed aver aiutato l’FBI ad identificarlo. Dal senso di impotenza e vulnerabilità per il suo sentirsi limitato nelle proprie possibilità all’uso dell’umorismo e delle battute scherzose per far fronte alle difficoltà della degenza e della successiva impegnativa riabilitazione. Dalla confusione iniziale in cui tutto è frammentato e inspiegabile al tentativo di dare un senso all’accaduto pur consapevole di quanto sia difficile riuscire a dare un senso ad un gesto simile.

Toccante il filo conduttore, presente nell’intera narrazione, di un netto contrasto tra la sua figura di eroe caldeggiato da tutti ed il suo sentirsi “un tizio senza gambe su una sedia a rotelle”, diverso dagli altri. Lui, icona di un evento storicamente terribile, che combatte ogni giorno per la sua quotidiana “normalità”. Un’Identità da ricostruire, non come “uomo senza gambe”, in cui lui si identifica inizialmente, ma come Jeff in una nuova condizione di vita. Un senso di smarrimento iniziale che apre la strada alla convinzione di poter stare bene nel futuro, un futuro in cui tornare a credere grazie all’amore di una compagna, forte quanto lui pur nella sua umana fragilità e dei tanti familiari ed amici che non hanno mai smesso di credere in lui.

La consapevolezza di una nuova forza che lo porta a rilanciare per fare sempre di più e meglio, un amore per la vita scoperto e celebrato ogni giorno dal momento del triste attentato.

Tre punti salienti:

  1. il fenomeno della resilienza. La storia di Jeff ne è un esempio assoluto se la consideriamo come la capacità di un individuo di affrontare e superare una condizione traumatica o comunque di difficoltà estrema. La sua chiave di forza è quella di aver saputo mantenere un atteggiamento positivo pur consapevole delle difficoltà e dei limiti, mai arrendevole ma sempre orientato ad una chiara valutazione delle circostanze in cui scovare delle opportunità. Il percorso di Jeff, dalle responsabilità incerte, diventa percorso di crescita, verso un mondo adulto

  2. il bisogno di dare un senso agli eventi, bisogno propriamente umano. Necessitiamo di spiegazioni chiare di quel che accade a noi stessi ed intorno a noi per continuare a nutrire la speranza verso un futuro incerto e, talvolta, difficile

  3. l’importanza del contesto sociale in situazioni di traumi vissuti o di difficoltà estreme. Ognuno attorno a noi può diventare un alleato per il recupero di un nuovo equilibrio perché, come scrive Jeff, “anche ammettere i tuoi limiti e accettare l’aiuto degli altri ti rende più forte”.

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