Dott.ssa Cristina Lanza - Psicologo Psicoterapeuta Roma - Life & Wellness Coach
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LIBRANDO: Quiet. Il potere degli introversi in un mondo che non sa smettere di parlare

Dove ci collochiamo all’interno dello spettro introversione-estroversione? Perché questo aspetto della personalità può significare molto rispetto a come affrontiamo la vita e a come ci poniamo nei confronti degli eventi e delle altre persone, come egregiamente illustrato da Susan Cain nel suo saggio Quiet. Il potere degli introversi in un mondo che non sa smettere di parlare.

Da sempre gli introversi sono stati additati, considerati dei perdenti se non addirittura patologici messi a confronto con gli estroversi: i vincenti, i dominanti, gli espansivi. Siamo calati all’interno di un sistema di valori in cui i primi, per potersene sentire parte, hanno dovuto fingersi estroversi, arrivando talvolta ad ingannare persino se stessi.

Eppure, leggendo all’interno di questo saggio le storie di alcuni grandi uomini e donne che hanno segnato il cammino dell’umanità, scopriamo che sono riusciti a raggiungere i loro traguardi proprio grazie alla propria introversione, che li ha fatti soffermare a riflettere su una serie di temi e stimoli che soltanto in un secondo momento si sono trasformati in azione.

E dato che ogni fenomeno assume significato all’interno di un contesto storico specifico, in questo testo viene ben delineato in termini storico-sociali il passaggio da uno stile di vita che valorizzava la cultura dell’introversione ad uno in cui ci si aspetta una modalità più estroversa e intraprendente di relazione con l’altro, in cui ciò che più conta è l’immagine che si trasmette e il giudizio che si riceve.

E’ un testo che vuole ridare dignità a chi preferisce coltivare la propria attitudine al pensiero e alla solitudine, un invito rivolto a loro affinchè prendano coscienza delle proprie doti e a tutti gli altri per imparare a considerarli uomini e donne con un modo diverso da quello imperante di confrontarsi con la vita.

Numerosi e vari sono i riferimenti a ricerche, anche di lunga durata, sostenute dai risultati delle neuroscienze, nonché a persone vicine alla vita personale e professionale dell’autrice che danno sostegno alle sue teorie. Il linguaggio utilizzato è semplice e comprensibile, dunque rivolto a chiunque e non solo a studiosi e ricercatori. E’ un testo che, in finale, vuole celebrare il giusto equilibrio tra le caratteristiche dell’introverso e quelle dell’estroverso, entrambi risorse preziose in combinazione con i diversi contesti di vita. In aggiunta, all’interno di questa scorrevole lettura, sono rinvenibili alcuni consigli rivolti agli uni e agli altri per rispettare al massimo un modo di relazione diverso dal proprio, per favorire l’accettazione della propria modalità riservata e ritirata da parte degli introversi senza per questo considerarsi perdenti e per insegnare a genitori e insegnanti a valorizzare le qualità dei propri figli o alunni anche quando queste non sembrano andare nella direzione da loro attesa o ritenuta socialmente desiderabile.

Tre sono i punti principali che vorrei sottolineare di questa lettura:

1 – l’”ideale dell’estroversione” sembra essere lo standard imperante nella nostra attuale società tale da suggerirci che la personalità a cui aspirare debba essere quella espansiva, dominante, al centro dell’attenzione, orientata all’azione, propensa al rischio. Non teniamo conto, però, del fatto che alcune delle più grandi invenzioni sono arrivate grazie all’impegno di uomini solitari, dediti al pensiero, alla riflessione, alla produzione di idee, in un contatto continuo con il proprio mondo interiore;

2 – l’attenzione a non confondere l’introversione con la timidezza. Talvolta coincidenti nel modo di essere di una persona ma non necessariamente. La timidezza, con la paura dell’umiliazione, della riprovazione sociale, della ridicolizzazione, è un vissuto doloroso. L’introversione, se accettata come proprio stile di personalità, no;

3 – le teorie proposte all’interno di questo saggio, sulle caratteristiche distintive delle categorie di introversi ed estroversi, non hanno ad oggi validità assoluta, sono ancora soggette a verifica e non intendono annullare le differenze individuali, che vanno sempre tenute in alta considerazione.

Dott.ssa Cristina Lanza – Psicologa Psicoterapeuta, Life & Wellness Coach
06 Settembre 2019

 

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