Dott.ssa Cristina Lanza - Psicologo Psicoterapeuta Roma - Life & Wellness Coach
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LIBRANDO: Irresistibile. Come dire no alla schiavitù della tecnologia

Irresistibile di Adam Alter è un libro attuale che apre il nostro sguardo e la nostra mente verso una comprensione chiara e senza equivoci dei nostri bisogni e desideri irrinunciabili di utilizzo di una serie di dispositivi tecnologici la cui privazione induce a sentimenti di ansia, vuoto e talvolta di vera angoscia. Siamo tutti, in qualche misura, dipendenti dai moderni prodotti digitali ma nessuno di noi, probabilmente, si è mai fermato a chiedersi in che modo e attraverso quali strategie, messe in atto dai produttori, lo siamo diventati.

Adam Alter ci offre una prospettiva dettagliata delle principali componenti che favoriscono la dipendenza comportamentale, assimilabile a quella da sostanze sotto diversi aspetti, dopo aver speso la prima parte di questo volume a chiarire in cosa consista una dipendenza comportamentale e da dove tragga origine, compresa la natura biologica. Nella parte finale, invece, alla luce della consapevolezza della natura irrinunciabile di molti dispositivi tecnologici, ci offre una panoramica del futuro e di alcune possibili strategie per trasformare il bisogno compulsivo di interazione con essi in un uso consapevole fonte di arricchimento e progresso.

Tre punti che ritengo fondamentali al cuore di questo testo:

1 – La tecnologia non è buona o cattiva, lo diventa in relazione a come viene progettata e modellata dalle imprese per il consumo di massa ed in relazione all’uso che ogni utente ne fa. Gli strumenti di connessione sono pensati per essere irresistibili e per richiamare continuamente gli utenti al loro uso e consumo. Questo significa che siamo tutti potenzialmente soggetti al rischio di sviluppare una dipendenza da dispositivi tecnologici

2 – La dipendenza, qualunque sia il suo oggetto, deriva da qualcosa di più complesso di una personalità dipendente. Le persone dipendenti non sono più deboli dei non dipendenti. Ambiente e circostanze giocano un ruolo importante nell’influenzare la loro probabilità di diventare dipendentiinsieme a fattori come genetica e biologia. Le persone dipendenti imparano a collegare un particolare comportamento con un risultato piacevole, si verifica un apprendimento ed una conseguente memorizzazione della piacevole ricompensa. Le persone che hanno combattuto e vinto una dipendenza corrono rischi di ricadute quando rivedono individui e luoghi che ricordano loro gli effetti piacevoli della dipendenza stessa. La tossicodipendenza da sostanze e le dipendenze comportamentali azionano lo stesso centro della ricompensa nel cervello. I comportamenti di dipendenza producono le stesse risposte cerebrali che si osservano in conseguenza all’abuso di droghe

3 – E’ possibile imparare a trasformare le dipendenze comportamentali da comportamenti dannosi a comportamenti orientati al bene come mangiare meglio, fare più esercizio fisico, lavorare in modo più organizzato, comportarsi con più generosità, ecc., in poche parole trasformarli in abitudini utili. Tutto questo è reso possibile dalla capacità di modificare il contesto intorno a noi e le nostre abitudini.

Libro ricco di interessanti ricerche sul versante sociologico e psicologico ma anche di storie di vita vissuta nelle maglie di una qualche dipendenza con tutti i conseguenti percorsi di recupero, alcuni riusciti ed altri dolorosamente falliti. Per chi desidera aprire gli occhi e tornare ad immergersi nelle relazioni umane dal vivo.

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