Dott.ssa Cristina Lanza - Psicologo Psicoterapeuta Roma - Life & Wellness Coach
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LIBRANDO: Imparare l’Ottimismo – Come cambiare la vita cambiando il pensiero

Il modo in cui affrontiamo le cose della vita è strettamente connesso al modo in cui ci poniamo di fronte ad esse ed al senso di controllo che ne abbiamo. Sta a noi fare della nostra realtà quotidiana una continua fonte di opportunità oppure una sfida insuperabile. Ce lo spiega chiaramente Martin E.P. Seligman nel suo libro Imparare L’Ottimismo – Coma cambiare la vita cambiando il pensiero, un saggio volto a delineare con chiarezza i profili dell’ottimista e del pessimista dimostrando, grazie al sostegno di anni di studi e di verifiche empiriche, come sia possibile cambiare la vita cambiando il nostro stile di pensiero.

Secondo i risultati delle sue ricerche:

1 – Si può imparare ad essere ottimisti. Un atteggiamento pessimista, infatti, seppur radicato, può essere modificato in modo da assumere una visione della realtà più positiva. Servono impegno e fiducia nella possibilità di apprendere un set di abilità cognitive che permettano di uscire dal pessimismo. Le abitudini di pensiero, dunque, possono cambiare, non siamo condannati a tenercele per sempre. Possiamo scegliere il nostro modo di pensare;

2 – Alla base del pessimismo vi è un vissuto paralizzante: il senso di impotenza, ossia la convinzione di non poter agire in alcun modo sulla realtà circostante per portarla a proprio favore. Lo stato di impotenza si accompagna ad una assenza di possibilità di controllo su specifici eventi esterni o nostre reazioni ed è una condizione che va incontro ad espressioni differenti nelle diverse fasi evolutive: forme di impotenza sono insite nella natura del neonato e si ripropongono nelle fasi della vecchiaia, mentre nel periodo intermedio, in condizioni ottimali, prevale la capacità di modificare le situazioni esercitando azioni intenzionali, dunque esercitando un controllo;

3 – Il nostro modo di pensare ai diversi ambiti della nostra vita può cambiare il corso degli eventi, può determinare quanto noi ci proporremo in modo proattivo e progettuale piuttosto che in modo passivo ed inerte rispetto alla maggior parte delle situazioni;

4 – Il pessimismo ha anche dei risvolti positivi, motivo per cui in termini evolutivi si è mantenuto nel tempo come atteggiamento possibile. Talvolta, infatti, un ottimismo esasperato può indurre a scelte azzardate e rischiose, il pessimismo agisce inducendo alla cautela attraverso un maggiore senso di realtà e di oggettività nel valutare le situazioni. Seligman, nel suo libro, spiega in quali circostanze il pessimismo possa rivelarsi più utile.

Il punto fondamentale per definire l’appartenenza all’una o all’altra categoria è il modo in cui ci spieghiamo eventi positivi e negativi che ci capitano, come ne interpretiamo le cause ed il significato che diamo. Certi tipi di spiegazioni, infatti, ci rendono vittime dell’impotenza, soprattutto quando sono parte di un’abitudine di pensiero. Questo apre la strada alla possibilità di lavorare su se stessi per imparare ad acquisire nuovi modi di spiegarsi gli eventi e dunque di modificare il proprio stile esplicativo. Seligman consente al lettore di identificare, attraverso un breve test a scelta multipla, la propria inclinazione naturale in termini di ottimismo e pessimismo.

Il libro contiene numerosi esempi e casi sul diverso modo di interpretare gli eventi di vita, soprattutto numerosi estratti della sua vita personale e professionale che hanno gettato le basi delle sue appassionanti ricerche sull’apprendimento dell’impotenza, sulla depressione, sul pessimismo e sull’ottimismo.

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